Qualcuno con cui correre - David Grossman


Quando ho finito di leggere l'ultima pagina ed ho chiuso il libro accarezzandone a lungo la copertina, ho percepito quella netta sensazione di pienezza e di compimento che solo le grandi storie ti sanno offrire.
Assaf e Tamar sono due ragazzi che, spinti dall'inconsapevolezza dell'adolescenza, affrontano senza risparmio le difficoltà di una Gerusalemme quasi sempre in ombra.
Ma la vera protagonista di questa storia è la forza che sorregge costantemente i due, che si trasforma di volta in volta, e che li accompagna fatalmente al loro destino. Ed è un piacere da leggere perché infonde fiducia in noi lettori: ci fa recuperare la speranza che, con la costanza e l'impegno, alla fine si riesca a godere dei beni più grandi. Come l'amicizia, come l'essere fratelli, come il silenzio, come le rughe, come l'arte, come la giustizia, come la verità. Come l'amore.
David Grossman ha il pregio di penetrare questi misteri e dimostrarci che anche i ragazzi possono ribaltare un mondo: un libro da far leggere nelle scuole, e da consigliare a tanti adulti.

Le mie note dal libro... (iscrivetevi ad aNobii!!)

A volte è facilissimo indicare il momento esatto in cui qualcosa viene stravolto in maniera radicale, e irreversibile.

Perché gli faceva così male pensare che Tamar aveva un ragazzo? Poi pensò amaramente che va sempre così, lui cerca lei e lei cerca qualcun altro. Karnaf voleva Reli e Reli voleva l'americano. Perché non si poteva dare una bottarella al mondo, come si dà a una scatola piena di chiodi, e tutto torna a posto?

E quando vide la pagina in cui aveva scritto cento volte, come per castigo, la parola "anomala", gli venne voglia di cancellarla con una grande X e scriverci sopra "rara".

Tamar e Assaf camminarono lungo il ciglio della strada, scesero verso il fondovalle, sostenendosi nei punti difficili, trovando scuse per toccarsi, per stringersi l'uno all'altra.

Quasi non si parlarono e Tamar pensò che non aveva mai incontrato nessuno con cui si sentiva tanto bene tacendo.


Articolo tratto da: Marco Segato - http://marcosegato.altervista.org/
URL di riferimento: http://marcosegato.altervista.org/index.php?mod=none_News&action=viewnews&news=1263419120